E’ iniziata la stagione anche per l’under 17 di mister Proietti, una novità per l’Italpol che da quest’ anno ha aperto anche all’under 15 e appunto ai ragazzi dell’under 17 grazie al lavoro condiviso con il Bracelli. Un modo per crescere insieme e sfruttare, perché no, l’immagine di una società che milita in Serie A2, un punto di arrivo per i tanti ragazzi che dai 15 anni in su, sognano di arrivare in Serie A.
“La stagione è iniziata molto bene con tanti ragazzi: proprio per questo motivo abbiamo deciso di dividere le due under, 15 e 17, per poter dare più spazio a tutti. Il mio gruppo è completamente nuovo e questo è buono perché vuol dire che il movimento continua a crescere dalla base. Certo, stiamo cercando di trovare la giusta amalgama e ci vorrà tempo, ma lavoriamo per crescere tutti insieme. L’under 17 lega il biennio dei 2003 e dei 2004, noi abbiamo praticamente solo 2004, quindi ragazzi molto giovani rispetto ad altre squadre che hanno anche i più grandicelli. E’ uno stimolo in più allenare ragazzi in un gruppo che poi il prossimo anno possa fare, perché no, la differenza. Crescere insieme, come insegna lo sport”.
Il campionato?
“Abbiamo parecchie squadre forti, come l’Olimpus che è primo in classifica e il Real Rieti, settore giovanile di una Serie A. Ma per ora i risultati non mi interessano, quello che conta sono le prestazioni e l’impegno e i ragazzi ce la stanno mettendo tutta. In più a oggi abbiamo ancora fuori due ragazzi, uno rientrerà tra un paio di settimane, l’altro lo aspettiamo con ansia. E’ il primo anno per tutti e bisogna crescere insieme per fare un progetto che alla lunga possa portare risultati e magari qualche ragazzo anche a obiettivi importanti”.
Quanto conta far parte di una società che ha una storia e una serie A2?
“Di sicuro conta tanto. Io spesso mi confronto con mister Zannino che segue l’under 19 e con Fabrizio Ranieri che mi invita ai suoi allenamenti. Ho portato, quando non giochiamo in contemporanea, i ragazzi a vedere la prima squadra e iniziano a sentirsi parte di una famiglia che è la cosa più importante. La prospettiva, partendo dalla base, è quella di avere un futuro aperto nella stessa società, un filo che unisca i piccoli ai grandi. Questo è lo stimolo più grande per un ragazzo che sogna la Serie A”.